giovedì 22 febbraio 2018

Luigi Natoli: il bando voluto da Torquemada che cacciò gli ebrei da Palermo il 12 gennaio 1493 - Tratto da: L'Esodo.


Sotto il viceregno di Ferdinando de Acuna, giunto in Palermo il 28 febbraio 1489, avvenne un fatto memorando per tutti gli stati della monarchia. Era in Spagna e alla Corte divenuto potentissimo fra Tomaso Torquemada, domenicano, fanatico fino alla ferocia, che fisso nell’idea di purificare il cattolicesimo, aveva riformato l’Inquisizione, e creato quel terribile Istituto, che acquistò dominio su tutto il Regno e sui Sovrani stessi. Musulmani ed ebrei eran la lebbra che bisognava distruggere col fuoco. Nell’animo del Re si confusero la superstizione e la necessità di denaro, sì che cedette alle insistenze violente e minacciose del frate, il quale, pretese che il Re cacciasse gli Ebrei da tutti gli Stati. Il bando fu promulgato il 31 marzo del 1492 ed ordinava che uscissero fra tre mesi, ma lasciando denari, vasellami e ogni loro cosa, per quanto misera. I miseri tentarono ottenere la sospensione offrendo grandissima somma, ma il feroce Torquemada non volle: e il Re ubbidì. Circa settantamila ne partirono dall’Aragona: parecchie migliaia che si erano convertiti, forse in apparenza, accusati di professare occultamente la religione degli avi, furono bruciati vivi.
In Sicilia fu notificato il bando del 31 marzo. Qui, preti fanatici avevano già suscitato qualche tumulto, nel quale era stato ucciso il sommo sacerdote degli Ebrei, ma in generale questi erano tollerati, e godevano di qualche benefizio, quando giunse l’ordine fatale. Essi supplicarono il Vicerè, che era di buon animo e incline a giustizia, e le loro suppliche furono appoggiate da lettere del Senato, che li difendeva dalle accuse, e mostrava i danni economici che sarebbero avvenuti. Fu vano. Non ottennero dal Re, mercè denaro, che una dilazione, e dovettero partire il 12 gennaio del 1493, non altro portando che un misero letto, gli abiti che avevano indosso, e tre tarì pel nolo della nave. I miseri scacciati da un Re cristiano, trovavano ricovero a Roma, sede della cristianità! E Ferdinando in merito della pia rapina ebbe il soprannome di Cattolico. 
Il Sant’Offizio fu qui introdotto nel 1487 dal frate Antonio della Pegna; ma non c’è notizia di roghi anteriori al 1506, quando già il Sant’Offizio vi esercitava incontrastato il suo ministero. 
Il secolo si chiudeva, lasciando la Sicilia povera, schiacciata dalle imposte, mal governata, esposta alle piraterie, terrificata dai roghi, sempre più appartata dall’Italia...


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Nella foto: il bando del 31 marzo 1492 

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